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Radiohead - The National Anthem: l’unico, vero, inno nazionale.
(Source: youtube.com)
“Black star”, ovvero una delle canzoni più sottovalutate di Thom Yorke e soci. Amen.
Ecco quello che mi è piaciuto di più quest’anno. Voi direte “chissenefrega”. E io lo posto lo stesso. Ah, mi sarò sicuramente dimenticato qualcosa. Pazienza.
1. James Blake - James Blake:
Perché guarda molto avanti, perché indica la via. E perché canzoni come “Limit to your love” e “Lindesfarne” non possono non rimanere impresse.
2. Radiohead - The King Of Limbs:
Un album molto discusso e criticato, anche dai fan. A torto, secondo me. Un lavoro ostico, brevissimo nella durata ma lunghissimo da digerire. Nonostante questo, affascinante. A distanza di mesi riascoltando “Bloom” e “Codex” sento ancora un tuffo al cuore. Vuol dire che funziona.
3. Tom Waits - Bad As Me:
Lo Zio Tom è tornato con il suo disco migliore dai tempi di “Alice”. C’è bisogno di aggiungere altro? “Face to the highway” e “Satisfied” valgono da sole il prezzo del biglietto.
4. Feist - Metals:
Che suoni, che voce, che donna. All’inizio non l’avevo capito, lo ammetto. Poi mi sono follemente innamorato di Lei. Le chiederò di sposarmi, forse, un giorno.
5. Verdena - Wow:
Di solito fatico a farmi piacere la musica italiana. Ma Wow è talmente bello che se la gioca con i migliori dischi usciti nel mondo quest’anno. Non scherzo. Era da “Ovunque proteggi” che gli artisti nostrani non facevano una roba così importante. Bravi Alberto e co.
6. The Black Keys - El Camino:
Quando abbiamo iniziato a fare i referendum in redazione per i dischi del 2011, non era ancora uscito. Per questo posso inserirlo solo ora. Dan Auerbach può suonare i anche campanelli che per me va bene. Lo metterò sempre in classifica. Ave.
7. Noel Gallagher’s High Flying Birds - Noel Gallagher’s High Flying Birds:
Su questo sono facilmente attaccabile, fatelo pure. Al cuor non si comanda.
8. Other Lives - Tamer Animals:
Li ho visti al Tunnel di Milano ed è stato uno dei concerti dell’anno. Il disco è bellissimo, anche se cala vistosamente nella seconda parte. Saranno tra le “big things” dei prossimi anni. Mi gioco una birra.
9. Ghostpoet - Peanut Butter Blues & Melancholy Jam:
Che in Inghilterra succedano sempre tante cose lo si sa. Tra le cose successe quest’anno c’è anche Mr.Obaro Ejimiwe. Rappa in modo un po’ sghembo e ci infila molta dubstep e elettronica varia. Una bella sorpresa.
10. PJ Harvey - Let England Shake:
Che palle con st’Inghilterra, direte. E c’avete ragione. Ma non è colpa mia se spesso i dischi più belli vengono sempre da quest’isoletta. E PJ ne fa ancora di stupendi come questo. Chapeau, miss.
“You can keep what you want, I want none of this..”
(Source: youtube.com)
E dopo le buone notizie, buonanotte…
(Source: youtube.com)