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Toh, i miei 10 dischi preferiti del 2011

Ecco quello che mi è piaciuto di più quest’anno. Voi direte “chissenefrega”. E io lo posto lo stesso. Ah, mi sarò sicuramente dimenticato qualcosa. Pazienza.

1. James Blake - James Blake:

Perché guarda molto avanti, perché indica la via. E perché canzoni come “Limit to your love” e “Lindesfarne” non possono non rimanere impresse.

2. Radiohead - The King Of Limbs:

Un album molto discusso e criticato, anche dai fan. A torto, secondo me. Un lavoro ostico, brevissimo nella durata ma lunghissimo da digerire. Nonostante questo, affascinante. A distanza di mesi riascoltando “Bloom” e “Codex” sento ancora un tuffo al cuore. Vuol dire che funziona.

3. Tom Waits - Bad As Me:

Lo Zio Tom è tornato con il suo disco migliore dai tempi di “Alice”. C’è bisogno di aggiungere altro? “Face to the highway” e “Satisfied” valgono da sole il prezzo del biglietto.

4. Feist - Metals:

Che suoni, che voce, che donna. All’inizio non l’avevo capito, lo ammetto. Poi mi sono follemente innamorato di Lei. Le chiederò di sposarmi, forse, un giorno.

5. Verdena - Wow:

Di solito fatico a farmi piacere la musica italiana. Ma Wow è talmente bello che se la gioca con i migliori dischi usciti nel mondo quest’anno. Non scherzo. Era da “Ovunque proteggi” che gli artisti nostrani non facevano una roba così importante. Bravi Alberto e co.

6. The Black Keys - El Camino:

Quando abbiamo iniziato a fare i referendum in redazione per i dischi del 2011, non era ancora uscito. Per questo posso inserirlo solo ora. Dan Auerbach può suonare i anche campanelli che per me va bene. Lo metterò sempre in classifica. Ave.

7. Noel Gallagher’s High Flying Birds - Noel Gallagher’s High Flying Birds:

Su questo sono facilmente attaccabile, fatelo pure. Al cuor non si comanda.

8. Other Lives - Tamer Animals:

Li ho visti al Tunnel di Milano ed è stato uno dei concerti dell’anno. Il disco è bellissimo, anche se cala vistosamente nella seconda parte. Saranno tra le “big things” dei prossimi anni. Mi gioco una birra.

9. Ghostpoet - Peanut Butter Blues & Melancholy Jam:

Che in Inghilterra succedano sempre tante cose lo si sa. Tra le cose successe quest’anno c’è anche Mr.Obaro Ejimiwe. Rappa in modo un po’ sghembo e ci infila molta dubstep e elettronica varia. Una bella sorpresa.

10. PJ Harvey - Let England Shake:

Che palle con st’Inghilterra, direte. E c’avete ragione. Ma non è colpa mia se spesso i dischi più belli vengono sempre da quest’isoletta. E PJ ne fa ancora di stupendi come questo. Chapeau, miss.

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